Storie di Swatch, batterie,cacciavitoni da ladro d'auto e service design.

Non ho mai amato gli Swatch ma anni fa ne regalai uno a mia moglie, un Irony appena uscito, sapendo che le piacevano. Solo una settimana fa, dopo anni che non lo portava più, mia moglie ha deciso di rimetterlo al polso. Ovviamente la batteria era scarica da tempo ed andava sostituita.

Mi sono offerto di pensarci io e così sono andato in un negozio Swatch nel centro di Roma. Con una certa meraviglia, pur essendo la mattina di un giorno lavorativo, in negozio c'era parecchia gente. Ho atteso il mio turno e dopo una decina di minuti uno dei due commessi mi ha fatto il cenno di avvicinarmi. "Buon giorno, vorrei cambiare la batteria a questo" - ho detto estraendo lo Swatch dalla tasca e porgendolo al commesso.

Il commesso non ha emesso un suono (nemmeno un monosillabo o un sospiro, ne sono certo), ha preso lo Swatch, l'ha posato sul bancone sul retro di un pieghevole, ha aperto il cassetto del bancone e ne ha estratto un cacciavite a taglio lungo 35 centimetri. Uno di quelli di una nota marca, con il manico giallo e nero, uno di quelli che un tempo (magari è ancora così) venivano usati dai ladri d'auto per forzare le portiere.

In meno di 5 secondi il commesso ha svitato il tappo della batteria usando il cacciavitone, ha estratto la batteria esaurita facendo leva con un cacciavite da orologiaio (non un coltello da orologiaio, un cacciavite a taglio), ha sostituito la batteria e mi ha ridato l'orologio.

"Cosa le devo?" "Sono 4 euro". La buona notizia è che ho così appurato che il commesso era perfettamente in grado di parlare, la seconda buona è che mi hanno fatto lo scontrino senza che dovessi chiederlo. La terza notizia, molto meno buona, è che ora la scassa nel coperchio della batteria è rigata. E non potrebbe essere altrimenti, visto che la forma della scassa non è certo compatibile con la forma del taglio del cacciavitone usato dal commesso. Me ne sono accorto solo a casa, inforcati gli occhiali (maledetta presbiopia).

Credo mia moglie sopravviverà al dolore di vedere il suo Swatch leggermente rigato sul fondo. Io invece mi domando - deformazione professionale, ahimè - il perché di quanto accaduto. Un bel po' di domande.

Perché il commesso non ha profferito parola? Perché ha usato un cacciavitone e non un apposito strumento (che immagino Swatch abbia previsto, che se così non fosse avrei una ulteriore domanda per Swatch...)? Perché il commesso non ha usato un tappetino da orologiaio, un tappetino del mouse, per posare l'orologio prima di aprirlo?

Devo dare un volto alla "Shopping Experience"? Direi un 4--. Peccato.

Dimenticavo di raccontarvi una ultima chicca: dopo la sostituzione della batteria, il commesso ha rimesso l'ora (come mi aspettavo facesse), ma immaginate cosa ha usato come "ora esatta"?  L'ora che appariva sul POS.

A pensarci bene, 4--- è troppo altro come voto: facciamo 3 e mezzo.

Commenti (1) -

  • lock

    09/06/2016 18:54:39 |

    Piccolo refuso: "Il commesso non ha emesso un suone".

    Per il resto a me ha colpito molto il fatto che tu ti sia recato direttamente in un centro Swatch. Ai miei tempi, e ne avevo tanti di quegli orologi, la prassi era il cacciavitone o la moneta. E le righe erano all'ordine del giorno, visto che alla fine erano tutti in plastica.

    Comunque mi piace questa cosa, un po' di altri tempi. L'idea di portare un prodotto nel posto in cui ha (virtualmente) preso vita, con l'aspettativa di vederlo coccolato e maneggiato con cure amorevoli.

    Peccato per il triste epilogo, se mai dovessi un giorno cominciare uno speech con "Quando avete due negozi che sostituiscono le batterie dell'orologio allo stesso prezzo", anche in questo caso potresti fare nomi e cognomi. :)

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