L'ultima domanda (titolo originale: The Last Question) è un
racconto breve dello scrittore di fantascienza Isaac Asimov.
La storia narra dell'evoluzione di un computer
chiamato Multivac e del suo rapporto con l'umanità, spiegato attraverso sette
diverse ambientazioni storico-temporali. La prima si svolge nell'anno 2061. In
ognuna delle prime sei ambientazioni uno dei personaggi pone al computer una
domanda, cioè come si possa affrontare la minaccia alla sopravvivenza umana a
causa della morte termica dell'universo. Così come gli stessi personaggi della
storia riconoscono, la domanda è equivalente a dire: "Può la seconda legge
della termodinamica essere invertita?". Ogni volta il computer si trova
nell'impossibilità di rispondere, affermando di avere "dati insufficienti per
una risposta significativa" (da wikipedia)
Un po’ come quando a volte si interroga Google e si deve
fare una ricerca nella ricerca per arrivare al risultato che si sta cercando. Il
tasto “mi sento fortunato” ha un po’ le funzioni di una mascotte di una squadra
sportiva, e il principio guida della navigazione è quello della serendipità,
che non è assolutamente inteso in un’accezione negativa, a volte. Google con il suo
motore di ricerca in questi anni ha creato il vuoto, ma la domanda a cui non si
trova la risposta è: si può migliorare? Sicuramente! Ma come?
Forse con il nuovo motore di ricerca Wolfram Alpha, dal nome del professore dell'università
di Harvard, un fisico britannico, che lo ha creato e sta per lanciarlo
gratuitamente in rete nelle prossime settimane.
L’idea è fornire risposte “umane”, cioè ragionate, come le potrebbe dare
un’altra persona. Ambizioso, decisamente. HAL 9000? Multivac? Computer di bordo
di Star Trek?
Per ora prepariamoci le domande. Le risposte arriveranno,
forse