Papà, scotta!



"Marco, vieni a lavarti le mani"

"Papà, scotta!!!"
"Ma dai, Marco, non fare storie..."

No, papà di Marco, te lo confermo io: l'acqua che esce dal rubinetto è rovente, da ustione. Ed è da ustione perché qualcuno ha progettato un rubinetto pensando alla norma (deve aprirsi con la fotocellula, trovandosi in bagni per il pubblico), ma non all'ergonomia. Nemmeno a quella spicciola. E non solo a quella per un bambino di 7-8 anni come Marco, nemmeno a quella di un adulto con le mani molto grandi, come le mie.

La regolazione della temperatura  - nell'idea del progettista ed in quella di chi ha scelto di installarli - si dovrebbe fare utilizzando una minuscola leva, con una forma bislacca a virgola, sul lato destro del rubinetto. Quel rubinetto che dovrebbe essere azionabile senza mani.

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In Ufficio Un Pizzico di "Verde" In Più

Il calendario ci dice che l'inverno è finito e siamo nel bel mezzo della primavera. Abbiamo spento il riscaldamento e non ancora acceso il condizionatore. A pranzo possiamo uscire in golfino a piedi per andare a mangiare il nostro panino. Se siamo fortunati, ci crogioliamo al sole per una mezz'oretta e nel frattempo ci domandiamo cosa possiamo fare per aggiungere un pizzico di verde in più nella nostra vita personale e professionale.

Ecco qualche consiglio:

- ogni lampadina fulminata viene sostituita da una a basso consumo. Importantissimo: se è una nuova lampadina a basso consumo ad essersi fulminata deve  essere smaltita (raccolta) adeguatamente e non buttata semplicemente perché ha un elevato contenuto di mercurio altamente inquinante:

- spegnere se non il computer, per non perdere tempo al riavvio, almeno il monitor quando non utilizzato:

- usare per collegare gli alimentatori del telefonino, mp3, giochino elettronico ed altro alla presa elettrica una di quelle ciabatte con la possibilità di isolare ogni singola presa, ci risparmia la fatica di mettere e togliere gli alimentatori e ci permette con un semplice click di isolare l'alimentatore non in uso;

- stampare il meno possibile, abituarsi a leggere e revisionare i documenti direttamente a video e stampare solo la versione definitiva. Quando stampiamo se possiamo utilizziamo i nuovi font ecologici a ridotto consumo di toner;

- Praticare la raccolta differenziata anche in ufficio separando la plastica dalla carta anche nel cestino sotto la scrivania;

- posizionare un contenitore per le batterie esauste anche in ufficio in modo da raccoglierne un congruo numero e conferirle in blocco ai centri specializzati;

- usare il proprio bicchiere di vetro o la propria tazza di ceramica per il caffè o il tè in ufficio al posto del bicchiere di plastica, nel quale peraltro il caffè ed il tè perdono sapore;

- piantare, piantare, piantare se solo se ne ha la possibilità, piante ornamentali, per il puro piacere degli occhi, o piante aromatiche, per il piacere degli occhi e del naso o ortaggi che soddisfano anche la nostra gola. Dove? In giardino, in balcone, sul davanzale, sul tetto. In realtà ovunque è possibile;

- mettere una piantina sulla propria scrivania dell'ufficio, così oltre a metterci di buon umore ci fornisce un po' di ossigeno in più nel corso della giornata;

La pausa al sole è finita, sta rannuvolando... alla prossima.


da MY-GREEN, numero 22 del 30-04-2009

L’ultima domanda. La prima risposta

 

L'ultima domanda (titolo originale: The Last Question) è un racconto breve dello scrittore di fantascienza Isaac Asimov. 
La storia narra dell'evoluzione di un computer chiamato Multivac e del suo rapporto con l'umanità, spiegato attraverso sette diverse ambientazioni storico-temporali. La prima si svolge nell'anno 2061. In ognuna delle prime sei ambientazioni uno dei personaggi pone al computer una domanda, cioè come si possa affrontare la minaccia alla sopravvivenza umana a causa della morte termica dell'universo. Così come gli stessi personaggi della storia riconoscono, la domanda è equivalente a dire: "Può la seconda legge della termodinamica essere invertita?". Ogni volta il computer si trova nell'impossibilità di rispondere, affermando di avere "dati insufficienti per una risposta significativa" (da wikipedia)

Un po’ come quando a volte si interroga Google e si deve fare una ricerca nella ricerca per arrivare al risultato che si sta cercando. Il tasto “mi sento fortunato” ha un po’ le funzioni di una mascotte di una squadra sportiva, e il principio guida della navigazione è quello della serendipità, che non è assolutamente inteso in un’accezione negativa, a volte. Google con il suo motore di ricerca in questi anni ha creato il vuoto, ma la domanda a cui non si trova la risposta è: si può migliorare? Sicuramente! Ma come?

Forse con il nuovo motore di ricerca Wolfram Alpha, dal nome del professore dell'università di Harvard, un fisico britannico, che lo ha creato e sta per lanciarlo gratuitamente in rete nelle prossime settimane. 
L’idea è fornire risposte “umane”, cioè ragionate, come le potrebbe dare un’altra persona. Ambizioso, decisamente. HAL 9000? Multivac? Computer di bordo di Star Trek?

Per ora prepariamoci le domande. Le risposte arriveranno, forse