Tags: , , | Posted by Alessandro Nasini on 26/07/2010 16.46 | Commenti (0)

Dopo due mesi è tempo di un primo bilancio, se non altro perché 799 euro non sono bruscolini e tanto è costato l'iPad 32/3G che abbiamo preso per fare un po' di prove.

Le prime due settimane sono state dure, non me la sono sentito di lasciare a terra il notebook e l'iPad si è aggiunto al mio già pesantissimo backpack. La terza settimana ho fatto il tentativo di lasciare a casa il notebook e portarmi dietro solo lui, il piccoletto: la legge di Murphy si è accanita su di me ed ho avuto per due volte bisogno di trovare un pc per fare al volo delle cose banali che però dall'iPad mi sono risultate impossibili: accedere alla nostra extranet per scaricare un documento dimenticato a studio e fare una video-chiamata via Skype. Nel primo caso ho potuto scaricare il file (un pdf) ma non ho avuto modo di stamparlo; nel secondo caso, niente webcam su iPad e quindi.. nisba.

A parte questi incidenti (non banali, per la verità) ho praticamente smesso di accedere alle email dal palmare. Il mio iPaq rimane configurato per accedere al nostro server IMAP, ma alla notifica di un nuovo messaggio preferisco accedere alla posta e se serve rispondere dall'iPad. I 320x200 su 2,5" non possono competere con i 1024x768 su 10" dell'iPad, non c'è storia.

Come per le email, non c'è storia per la navigazione web: dopo le prime incertezze sto prendendoci gusto. Facebook, friendfeed, twitter, foursquare sono sempre a portata di mano e salvo qualche breve black-out per mancanza di connessione con TRE (l'abbonamento attivabile all'Apple Store era solo con loro, per ora mi contento) il tablet fa il lavoro suo.

Quella che per ora è pessima è l'esperienza con l'editor di testi (sia quello standard che Pages, acquistato a 7,90 Euro): la tastiera virtuale sarebbe anche ragionevolmente friendly ma copre mezzo schermo e la mancanza delle maiuscole rende l'esperienza di scrittura veramente sgradevole.

Altrettanto poco piacevole, ma meglio di nulla, è leggere i quotidiani. Se lo faccio via browser non ci sono grandi differenze rispetto al pc (salvo lo schermo più piccolo, ovviamente) mentre l'accesso con le rispettive applicazioni (ad esempio a Il Sole 24 ore) è estremente lento e faticoso, trattandosi di fatto delle versioni ridotte (molto ridotte) in scala delle pagine cartacee. Lo sfogliare le pagine senza riuscire a decifrare (per via del carattere minuscolo) altro che i titoli non è esattamente una esperienza emozionante: gli editori devono fare ancora molto lavoro per migliorarla.

iPad usato come iPod è decisamente troppo ingombrante (almeno per i miei gusti) e se devo vedere un film, francamente lo schermo è troppo piccolo. Ci ho visto una partita dell'Italia ai mondiali, ma solo perchè ero bloccato a studio da una consegna di un progetto e me lo sono tenuto accanto al pc mente lavoravo, buttando un occhio ogni tanto.

Insomma, almeno per ora con iPad non è certamente amore (vedremo più avanti), solo sesso, e nemmeno troppo di soddisfazione.

Tags: , , | Posted by Alessandro Nasini on 09/07/2010 14.54 | Commenti (0)

Ieri pomeriggio ho accettato volentieri l'invito dell'Ambasciata USA ed ho partecipato a "On the Edge of the Net: Expanding the horizons of the web in Italy, the UK and America" all'Opificio Telecom.

Confesso che non avevo capito come si sarebbe svolta la cosa ma ne sono rimasto piacevolmente sorpreso. Temevo un contesto un po' da "non-conferenza", ovvero quelle occasioni che sono un conferenza, sanno di esserlo ma tentano di sembrare altro per sembrare più 2.0. E invece grazie ad un buon format, un istrionico Marco Montemagno in ottima forma, due ore e passa sono volate.

Cosa abbiamo fatto? Dopo i due brevi speech di Wil Stephens e Matthew Guilford, abbiamo "giocato" alla creazione di una start-up in 50 minuti. Una social entrepreneurship, per essere precisi. Al mio tavolo Alessio Jacona ed altri cinque sconosciuti: nessuno di noi sapeva nulla degli altri. Abbiamo dovuto scegliere in tre minuti l'ambito di lavoro, in dieci il tema, nel poco tempo rimanente... sviluppare il concept. A quanto pare, pur nella apparente "assurdità" del condurre una attività del genere in pochi minuti, il risultato è piaciuto, tanto che il progetto del mio tavolo ha vinto a parimerito con un altro su una rosa di sette progetti.

La cosa più stimolante oltre gli ottimi speech? Trovarsi intorno ad un tavolo con persone mai incontrate prima (e che operano in ambiti tanto diversi dal mio) e trovare in pochi minuti un numero incredibile di spunti di conversazione. Uno più interessante dell'altro.

Tags: , , , | Posted by Alessandro Nasini on 09/06/2010 11.31 | Commenti (0)


Per due giorni, 11 e 12 giugno, Maple si trasferisce armi e bagagli nello spazio di co-working di Due giorni a The Hub Roma, evento collaterale inserito nel programma della Festa della Festa dell'Architettura di Roma, del quale sono curatore insieme a Dario Carrera, Ivan Fadini, Francesco Farina e Conny Neri.

Di The Hub Roma, progetto di cui siamo attivi sostenitori, trovate tutte le informazioni su www.hubroma.net.


Tags: , , , | Posted by Alessandro Nasini on 24/05/2010 16.28 | Commenti (0)



Partecipo ogni anno, da spettatore o per uno speech, ad un bel numero di meeting, barcamp, seminari e tavole rotonde. Difficilmente al ritorno a casa il bilancio è del tutto positivo e spesso la sensazione è quella che almeno parte del tempo fosse un po' sprecato.

Non è stato così venerdì scorso per la tappa romana di SND-I. Organizzato dall'ottimo Alberto Valeri che saluto, il secondo evento (dopo quello milanese) ha visto Steve Duenes, Mark Porter, Anna Thurfjell, Kris Viesselman, Angelo Rinaldi, Walter Mariotti, Francesco Franchi, Javier Errea, Paco Trujillo e Benjamìn Lana susseguirsi sul palco dei relatori con una padronanza degli argomenti ed una "leggerezza" di esposizione che ha reso le quasi otto ore di seminario una vera goduria.

Inizio quasi puntuale, tempi serrati e ben calibrati, ottime le slide, ricchi i contenuti. Un po' in italiano, un pò in spagnolo, un pò in inglese (GB, USA e svedese) è stato almeno per me anche una divertente palestra linguistica. Per amor del vero Mark Porter sembra abbia trovato la traduzione simultanea non-così-chiara (ma non avendola usata non saprei) ma i temi erano di quelli da perdere magari qualche termine tecnico.

Moltissimi gli spunti, quasi trecento scatti e spezzoni di video che ho preso delle slide, fitti gli appunti. Di soddisfazione (anche se breve) il dibattito finale. Mi sono limitato a poche domande, anche se ne avrei volute fare ben di più, che hanno avuto risposte complete e cordiali, non "di circostanza".

Ho scoperto SND di recente grazie alla segnalazione di Francesco Franchi (dopo varie occasioni su Facebook abbiamo finalmente chiacchierato de-visu) e consiglio vivamente a chi si interessa di editorial design, visual journalism e più in generale di "informazione su carta e bit" a seguire con attenzione gli sviluppi del chapter italiano.

Un solo rammarico, nel salutarlo non aver chiesto a Mark Porter che batteria avesse il suo MacPro, tanto da reggere acceso tutta la giornata senza ricaricare.
 

Tags: , , , , | Posted by Alessandro Nasini on 24/04/2010 23.38 | Commenti (0)

Oggi, ospite della tappa romana del Samsung Roadshow 2010, ho provato il nuovo eReader della Samsung e sono rimasto piacevolmente sorpreso. Lo schermo da 6" è molto leggibile, almeno a sensazione superiore ad altri device simili che ho provato, ed il touch & feel mi ha convinto.

Devo ammettere però che, ormai entrato nell'ottica di iPad o Slate, faccio un po' fatica a vedermi aggiungere al mio backpack tattico un oggetto come quello. Forse troppo esigua anche la diffferenza di prezzo tra questo lettore (costerà poco meno di 400 dollari, vedremo il prezzo in euro) e gli iPad entry level.

Ad ogni modo, nel suo genere, un prodotto ben concepito e ben realizzato.

Posted by Alessandro Nasini on 29/03/2010 15.21 | Commenti (0)
Leggo di un rapporto di IDC dal quale si ricava che le piccole e medie imprese sarebberro disposte a spendere cifre considerevoli in soluzioni ICT. Spendere, ma a condizione che si tratti di soluzioni "facili da acquistare e installare". Nessuna voglia di complicarsi la vita quindi: se una pc, un server, una perfiferica, un applicativo devono entrare in azienda devono farlo senza provocare più danni dei problemi che dovrebbero risolvere.

La cosa mi fa riflettere sul fatto che da qualche anno a questa parte i miei "peggior nemici" nelle aziende che ho per clienti sono ormai di Responsabiliti IT, almeno finchè non riusciamo a conoscerci meglio. Non dico che l'atteggiamenteo sia quello del "oddio, un'altra cosa nuova, un'altra rogna da gestire" ma poco ci manca. E devo dire che non mi sento di dargli torno, non completamente almeno.

Diciamocelo francamente, di software scadente, hardware mediocre, piattaforme troppo complicate e poco stabili, di integrazioni zoppicanti ce ne sono un bel po': chi di noi potrebbe affermare di essere completamente soddisfatto delle soluzioni che usa? Se vale per gli addetti ai lavori, può essere diverso per gli utenti finali?
Posted by Alessandro Nasini on 15/03/2010 14.41 | Commenti (0)
Ho comprato PC Magazine (l'edizione USA) per una vita, e non per dire. Ho cominciato nel 1991 prenotando la mia copia a caro prezzo all'edicola di Via Veneto a Roma. Su un tabulato a righe bianche e grigie veniva aggiunto un pallino ed il mio nome: quasi una pratica massonica per inziati. Qualche anno dopo mi abbonai, ricevendo per la verità circa una metà dei numeri. Non ho mai capito che fine facessero le copie mancanti, o meglio l'avevo capito benissimo ma evitai denunce alle Poste.

Di ogni copia non ricevuta acquistavo poi periodicamente l'arretrato a costi esoterici. Ho continuato ad essere abbonato per anni, poi finalmente qualche edicola di Roma ha cominciato a riceverlo regolarmente ed ho rinunciato all'abbonamento in favore del meno economico ma più emozionante acquisto in edicola. Anno dopo anno, alla faccia di internet e del'ootimo portale del magazine, ho continuato a leggere PC Magazine con grande piacere sulla copia cartacea. Anche se devo ammettere che negli ultimi due-tre anni qualche numero ho dimenticato di acquistarlo e non l'ho reintegrato come arretrato. Da febbraio 2009, PC Magazine non viene più stampato.

Ieri decido di accettare l'invito ricevuto via email a sottoscrivere l'abbonamento alla Digital Edition: 24 USD, 24 numeri, un affare. Brutta sorpresa però nel constatare che l'abbonamento si può sottoscrivere sono se si è residenti negli USA e Canada. Che delusione. Ma possibile? Ora gli scrivo...