Dimmi dove sono andato, ma dillo solo a me

Da qualche giorno abbiamo scoperto che Apple registra i nostri movimenti. Ovviamente non ci fa spiare da un satellite, si è limitata ad inserire in iPhone e iPad 3g una applicazione che registra i nostri spostamenti e salva i dati in un file (non criptato) sul nostro device.

Non lo fa con gran precisione a dire il vero (non usa il gps interno ma triangola i dati delle celle telefoniche degli operatori di telefonia) ma lo fa. Lo fa senza dircelo, è ciò ha provocato - giustamente, aggiungo io - uno scandalo in rete. Personalmente, pur condividendo la potenziale violazione della privacy (il file non è accessibile dall'esterno, così dice Apple, ma è facilmente scaricabile ad esempio durante un intervento di assistenza) la cosa che mi infastidisce di più è la mancanza di una applicazione integrata per leggere i miei dati.

Già, perché a me farebbe un gran comodo poter registrare i miei spostamenti e periodicamente poterli visualizzare. Potrei scoprire che faccio più strada del necessario per raggiungere le mie destinazioni abituali, potrei organizzarmi meglio e fare lungo il percorso delle tappe funzionali ad altre attività (dalla lavanderia alla spesa, dai passaggi in libreria all'aperitivo con gli amici...). Potrei anche decidere di condividere di mia spontanea volontà ed in modo selettivo queste informazioni con amici, collaboratori, la mia famiglia. Per uno come me che "lotta" quotidianamente contro il tempo, sarebbe di grandissimo aiuto, una vera manna.

E invece, Apple registra i mie spostamenti sul mio iPad ma non mi dice niente, ha messo dentro il mio tablet una funzionalità potenzialmente utilissima e non mi dice nulla. Devo aspettare che qualche benemerito smanettone lo scopra.

iPad, non è amore, forse sesso...

Dopo due mesi è tempo di un primo bilancio, se non altro perché 799 euro non sono bruscolini e tanto è costato l'iPad 32/3G che abbiamo preso per fare un po' di prove.

Le prime due settimane sono state dure, non me la sono sentito di lasciare a terra il notebook e l'iPad si è aggiunto al mio già pesantissimo backpack. La terza settimana ho fatto il tentativo di lasciare a casa il notebook e portarmi dietro solo lui, il piccoletto: la legge di Murphy si è accanita su di me ed ho avuto per due volte bisogno di trovare un pc per fare al volo delle cose banali che però dall'iPad mi sono risultate impossibili: accedere alla nostra extranet per scaricare un documento dimenticato a studio e fare una video-chiamata via Skype. Nel primo caso ho potuto scaricare il file (un pdf) ma non ho avuto modo di stamparlo; nel secondo caso, niente webcam su iPad e quindi.. nisba.

A parte questi incidenti (non banali, per la verità) ho praticamente smesso di accedere alle email dal palmare. Il mio iPaq rimane configurato per accedere al nostro server IMAP, ma alla notifica di un nuovo messaggio preferisco accedere alla posta e se serve rispondere dall'iPad. I 320x200 su 2,5" non possono competere con i 1024x768 su 10" dell'iPad, non c'è storia.

Come per le email, non c'è storia per la navigazione web: dopo le prime incertezze sto prendendoci gusto. Facebook, friendfeed, twitter, foursquare sono sempre a portata di mano e salvo qualche breve black-out per mancanza di connessione con TRE (l'abbonamento attivabile all'Apple Store era solo con loro, per ora mi contento) il tablet fa il lavoro suo.

Quella che per ora è pessima è l'esperienza con l'editor di testi (sia quello standard che Pages, acquistato a 7,90 Euro): la tastiera virtuale sarebbe anche ragionevolmente friendly ma copre mezzo schermo e la mancanza delle maiuscole rende l'esperienza di scrittura veramente sgradevole.

Altrettanto poco piacevole, ma meglio di nulla, è leggere i quotidiani. Se lo faccio via browser non ci sono grandi differenze rispetto al pc (salvo lo schermo più piccolo, ovviamente) mentre l'accesso con le rispettive applicazioni (ad esempio a Il Sole 24 ore) è estremente lento e faticoso, trattandosi di fatto delle versioni ridotte (molto ridotte) in scala delle pagine cartacee. Lo sfogliare le pagine senza riuscire a decifrare (per via del carattere minuscolo) altro che i titoli non è esattamente una esperienza emozionante: gli editori devono fare ancora molto lavoro per migliorarla.

iPad usato come iPod è decisamente troppo ingombrante (almeno per i miei gusti) e se devo vedere un film, francamente lo schermo è troppo piccolo. Ci ho visto una partita dell'Italia ai mondiali, ma solo perchè ero bloccato a studio da una consegna di un progetto e me lo sono tenuto accanto al pc mente lavoravo, buttando un occhio ogni tanto.

Insomma, almeno per ora con iPad non è certamente amore (vedremo più avanti), solo sesso, e nemmeno troppo di soddisfazione.

Samsung SNE-60K - Un eReader niente male

Oggi, ospite della tappa romana del Samsung Roadshow 2010, ho provato il nuovo eReader della Samsung e sono rimasto piacevolmente sorpreso. Lo schermo da 6" è molto leggibile, almeno a sensazione superiore ad altri device simili che ho provato, ed il touch & feel mi ha convinto.

Devo ammettere però che, ormai entrato nell'ottica di iPad o Slate, faccio un po' fatica a vedermi aggiungere al mio backpack tattico un oggetto come quello. Forse troppo esigua anche la diffferenza di prezzo tra questo lettore (costerà poco meno di 400 dollari, vedremo il prezzo in euro) e gli iPad entry level.

Ad ogni modo, nel suo genere, un prodotto ben concepito e ben realizzato.