L’ultima domanda. La prima risposta

 

L'ultima domanda (titolo originale: The Last Question) è un racconto breve dello scrittore di fantascienza Isaac Asimov. 
La storia narra dell'evoluzione di un computer chiamato Multivac e del suo rapporto con l'umanità, spiegato attraverso sette diverse ambientazioni storico-temporali. La prima si svolge nell'anno 2061. In ognuna delle prime sei ambientazioni uno dei personaggi pone al computer una domanda, cioè come si possa affrontare la minaccia alla sopravvivenza umana a causa della morte termica dell'universo. Così come gli stessi personaggi della storia riconoscono, la domanda è equivalente a dire: "Può la seconda legge della termodinamica essere invertita?". Ogni volta il computer si trova nell'impossibilità di rispondere, affermando di avere "dati insufficienti per una risposta significativa" (da wikipedia)

Un po’ come quando a volte si interroga Google e si deve fare una ricerca nella ricerca per arrivare al risultato che si sta cercando. Il tasto “mi sento fortunato” ha un po’ le funzioni di una mascotte di una squadra sportiva, e il principio guida della navigazione è quello della serendipità, che non è assolutamente inteso in un’accezione negativa, a volte. Google con il suo motore di ricerca in questi anni ha creato il vuoto, ma la domanda a cui non si trova la risposta è: si può migliorare? Sicuramente! Ma come?

Forse con il nuovo motore di ricerca Wolfram Alpha, dal nome del professore dell'università di Harvard, un fisico britannico, che lo ha creato e sta per lanciarlo gratuitamente in rete nelle prossime settimane. 
L’idea è fornire risposte “umane”, cioè ragionate, come le potrebbe dare un’altra persona. Ambizioso, decisamente. HAL 9000? Multivac? Computer di bordo di Star Trek?

Per ora prepariamoci le domande. Le risposte arriveranno, forse

Virtual Syrup, Real Digital

Il virtuale non si contrappone al reale ma all'attuale: virtualità e attualità sono solo due diversi modi di essere (così iniziava un libro datato 1995 dal titolo Il Virtuale di un certo Pierre Levy).
Quale sia stata la frase di battesimo di MAPLE, all'inizio degli anni ’90, non è dato saperlo.
Forse una delle tante combinazioni di quello che potrebbe essere un acronimo, M.A.P.L.E., potrebbe suggerire una risposta, reale o virtuale non importa, sicuramente digitale. Molteplici Approcci Per Lavori Eclettici, intendendo in questo modo un'insieme di più metodi e visioni del lavoro, ma anche Misteriose Attività Per Linguaggi Enigmatici, tutto quello che riuscite a vederci voi, che poi è il concetto che conta.
Perché MAPLE è un concetto che non può comprendere se stesso, come diceva Adorno "quando un concetto è compreso, ovvero quando è racchiuso dentro l'ordine concettuale, è un concetto morto", e MAPLE è in continuo movimento, in continua ridefinizione, cambia alla velocità della tecnologia, si aggiorna e la aggiorna.
Dov'è l'innovazione, dov'è la tecnologia, ma soprattutto dove va?
Se avete la sensazione di esservi persi qualcosa negli ultimi anni perché "siete andati a letto presto" MAPLE, rimasta sveglia per voi,  sottotitola un breve riassunto delle puntate precedenti.
Aspettando il seguito, si chiede insieme a voi in questo blog cos’è il Real Digital, sperando che nessuno abbia una risposta che esaurisca, uccidendolo, il concetto.
Ma che lasci una permeabilità tra domanda e risposta, permettendo al concetto di rimanere liquido, come il delizioso Maple Syrup che potrebbe essere anche la golosa, origine, di tutto.