Tags: , , , , , , | Posted by Sandro Zinani on 22/10/2009 18.31 | Commenti (0)
Nel corso del Web 2.0 Summit di San Francisco Marissa Mayer, vice-presidente di Google, ha dichiarato che nei prossimi mesi il colosso di Mountain View renderà visibili alcuni contenuti presenti sui social network attraverso i risultati del motore di ricerca. Per poter usare questo nuovo servizio di “social search” gli utenti dovranno essere registrati su un profilo Google e solo allora il motore di ricerca fornirà tra i risultati anche commenti, post o immagini presenti su social network o blog e tutto questo rigorosamente in tempo reale.

Ovviamente questa nuova funzionalità di Google sarà compatibile solo con quei social network i cui i dati sono accessibili a tutti e pertanto difficilmente sarà possibile risalire ai contenuti delle pagine di Facebook dove la maggior parte delle informazioni è tutelata dalla privacy. Questo annuncio è di estrema importanza poiché arriva proprio nella giornata in cui Microsoft ha dichiarato di aver siglato una partnership con Twitter e Facebook per potenziare le prestazioni del proprio motore di ricerca Bing. Al momento Google ha reso noto di aver a sua volta stretto un accordo con Twitter in base al quale i “tweet” verranno resi visibili in tempo reale sulle pagine di ricerca.
Tags: , , , | Posted by Alessandro Nasini on 11/08/2009 16.32 | Commenti (1)

Buongiorno ,

 

Recentemente, durante l'esame dei suoi dati, abbiamo scoperto che il suo account AdSense ha comportato un significativo rischio per i nostri inserzionisti AdWords. Mantenere il suo account nella nostra rete di publisher potrebbe danneggiare economicamente i nostri inserzionisti in futuro, pertanto abbiamo deciso di disattivarlo.

 

La preghiamo di comprendere che questa decisione si è resa necessaria al fine di proteggere gli interessi dei nostri inserzionisti e di altri publisher AdSense. Ci rendiamo conto che ciò può causarle disagi. La ringraziamo anticipatamente per la sua comprensione e collaborazione.

 

Per eventuali domande sul suo account o sui provvedimenti da noi adottati non risponda a questa email. Per ulteriori informazioni consulti la pagina https://www.google.com/adsense/support/bin/answer.py?answer=57153.

 

Cordiali saluti,

 

Il team AdSense di Google

 

 

E così, una bella mattina ci siamo ritrovati bannati da Google AdSense. Sono bastati meno di cinque giorni di presenza dei banner di Google AdSense su un paio di siti web che gestiamo ed ecco fatta la frittata.

Siamo pericolosi (un po' generico no?) e come tali meglio "staccare la spina" senza ulteriori spiegazioni, nonostante il ricorso presentato chiedendo ragione di un tale provvedimento. Le condizioni di servizio di Google AdSense non ammettono repliche alla "discrezionalità" con la quali queste vengono applicate. Poco importa che nei due giorni precedenti i banner fossero stati appestati e monopolizzati dalla presenza di annunci di medagliette miracolose e diete dimagranti che nemmeno su giornaletti di terza. Chi ha il coltello dalla parte del manico, detta legge: la sua. Punto.

Per chi non lo sapesse, le regole di AdSense stabiliscono che un Publisher (il titolare del contro AdSense) non possa cliccare sugli annunci pubblicati nelle sue pagine e non possa nemmeno generare visualizzazioni. Non importa se nel banner passa un annuncio che può interessare il Publisher (qualcosa tipo un LastMinute il 5 di agosto...) o se il Publisher scorre le pagine di un Forum molto frequentato per leggerne i messaggi. Non si fa e basta, indipendentemente dalla buona fede.

E siccome il "motore" di Google AdSense non consente di filtare gli accessi da uno specifico indirizzo intranet (anche se Google Analytics lo supporta e sarebbe banale implementarlo), basta poco o nulla per finire ditro la lavagna. O meglio, diciamocelo, per essere condannati a morte. Ovviamente senza poter ricevere i richiesti chiarimenti sulle motivazioni della condanna.

In effetti non mi ero mai posto il problema - ammetto la mancanza - di come molti "servizi di sicurezza" siano gestiti in modo pessimo, molto spesso da bot di dubbio "rigore".  L'inappellabilità del verdetto rende la cosa ancora più inaccettabile. Mi riprometto di approfondire e tornare sull'argomento.

 

Tags: , , , , | Categories: Generale, Personal Posted by Roberto Deidda on 04/05/2009 18.40 | Commenti (0)

 

L'ultima domanda (titolo originale: The Last Question) è un racconto breve dello scrittore di fantascienza Isaac Asimov. 
La storia narra dell'evoluzione di un computer chiamato Multivac e del suo rapporto con l'umanità, spiegato attraverso sette diverse ambientazioni storico-temporali. La prima si svolge nell'anno 2061. In ognuna delle prime sei ambientazioni uno dei personaggi pone al computer una domanda, cioè come si possa affrontare la minaccia alla sopravvivenza umana a causa della morte termica dell'universo. Così come gli stessi personaggi della storia riconoscono, la domanda è equivalente a dire: "Può la seconda legge della termodinamica essere invertita?". Ogni volta il computer si trova nell'impossibilità di rispondere, affermando di avere "dati insufficienti per una risposta significativa" (da wikipedia)

Un po’ come quando a volte si interroga Google e si deve fare una ricerca nella ricerca per arrivare al risultato che si sta cercando. Il tasto “mi sento fortunato” ha un po’ le funzioni di una mascotte di una squadra sportiva, e il principio guida della navigazione è quello della serendipità, che non è assolutamente inteso in un’accezione negativa, a volte. Google con il suo motore di ricerca in questi anni ha creato il vuoto, ma la domanda a cui non si trova la risposta è: si può migliorare? Sicuramente! Ma come?

Forse con il nuovo motore di ricerca Wolfram Alpha, dal nome del professore dell'università di Harvard, un fisico britannico, che lo ha creato e sta per lanciarlo gratuitamente in rete nelle prossime settimane. 
L’idea è fornire risposte “umane”, cioè ragionate, come le potrebbe dare un’altra persona. Ambizioso, decisamente. HAL 9000? Multivac? Computer di bordo di Star Trek?

Per ora prepariamoci le domande. Le risposte arriveranno, forse