Servizio 20%

Ieri sera sono stato in una pizzeria vicino alla Stazione termini di Roma. Locale abbastanza gradevole, look romano-provenzale (all'interno), spazio all'aperto con i consueti tavolini troppo piccoli e troppo vicini come in mille altri locali. Ero con altre persone per parlare di lavoro, non avevo scelto io.

Menu classico da pizzerie-griglieria, senza scosse o frizzi particolari. Nessuna pizza speciale, carni senza provenienza dichiarata, birra no-name, nessun piatto del giorno: tutto nella norma. In realtà il "piatto del giorno" c'era, ed era obbligatorio, fisso e non rifiutabile e molto salato: il servizio del 20%.

Già, il servizio, questo sconosciuto. Per me servizio vuol dire un cameriere attento alla sala, che non cammina con gli occhi bassi per evitare le chiamate, che se gli fai un cenno (dovrebbe bastare uno sguardo) ti raggiunge al tavolo e ti chiede con cortesia cosa può fare per te. Si trattasse anche sono di portarti il sale, un tovagliolo in sostituzione di quello caduto, dell'altra acqua. Nella ristorazione, come ben sa chi se ne occupa, tutto ha un costo. Ha un costo il lavaggio di ogni posata e tovaglia fino al cambio delle salviette in bagno. Curiosamente, in alcuni locali il servizio si paga ed in altri no. O meglio, si paga sempre, ma talvolta è esposto ed altre no. Quello che è certo è che se il menu è già molto salato (come ieri sera) il servizio al 20% ti porta automaticametne a giudicare i camerieri - e la qualità del servizo, appunto - con maggiore severità.

Per questo mi chiedo e chiedo: ha senso far pagare separatamente, anche salato, un servizio appena decente? A chi conviene? Al ristoratore non credo, perché non piace a nessuno, ancora meno del pagare il coperto (ieri sera c'era anche quello) ed al cameriere meno che meno, dal momento che sarà molto difficile ricevere una (ulteriore) mancia per qualcosa già pagato salato dal cliente.

Volendo essere pignoli, il 20% che percentuale è? Un ristorante destina il 20% dei suoi incassi ai costi di personale? E' troppo (ed in tal caso la differenza a chi va)? E' poco (e allora cosa è, un contributo, un aiutino)? Molte domande, delle quali in realtà conosco le risposte perchè il "food" in generale e la ristorazione in particolare è un campo nel quale lavoriamo come designer, ma che giro a voi che leggete per stimolarvi come consumatori consapevoli ed ai ristoratori per suggerire loro di pensare bene alla cosa ed alle conseguenze di certe scelte infelici.

 

User needs not government needs

Periodicamente mi capita di tornare sulle pagine di https://www.gov.uk/ e mi ritrovo a pormi le stesse domande: perché da noi no? Perché non abbiamo un governo che (mentre ben governa, cosa che dovrebbe essere scontata...) pensa ai bisogni degli utenti sul serio?

Indubbiamente le cose sono migliorate rispetto ad alcuni anni fa. Molte informazioni prima inaccessibili o per l'accesso alle quali era indispensabile fare interminabili file agli sportelli del Pubblica Amministrazione, ora sono a portata di clic o quasi. Ecco, in quel "quasi" c'è però una distanza ancora enorme tra cittadini e PA: l'incertezza e la mancanza di chiarezza, le differenze di approccio, interfacce, modalità di accesso e consultazione, la variabilità delle risposte ottenibili (cosa che equivale alla sostanziale inaffidabilità ed inutilità delle risposte), rendono di fatto il servizo un mezzo servizio.

Per quanto abbia cercato, non ho trovato tra i portali della PA italiana nulla di simile per chiarezza e capacità di indirizzo del semplice decalogo che trovate all'indirizzo https://www.gov.uk/designprinciples e che potrebbe essere ripreso pari-pari, tradotto 1 a 1 ed applicato. Pochi concetti e poche parole, chiare, nette, inequivocabili. Una guida preziosa per chi debba progettare i servizi digitali di una Pubblica Amministrazione.

 

Sotto la neve... idee

maplelab sotto la neve

A Roma nevica ormai da alcune ore ed al Maplelab sono già caduti più di trenta centimetri di neve. Siamo al lavoro come se niente fosse, ma con una certa euforia, quasi fosse una vacanza.

Maple ospita a Roma il World Information Architecture Day

world informtion architecture day

Il World Information Architecture Day 2021 http://worldiaday.org è un evento promosso da The Information Architecture Institute http://iainstitute.org/ e si svolgerà in contemporanea in oltre 14 città del mondo e tra queste a Roma, Cagliari e Milano.

L'evento di Roma è promosso da Maple ed ospitato nella sede di Via Bruno Serotini 89.

Tutte le informazioni organizzative ed il programma dettagliato della giornata saranno online all'indirizzo http://worldiaday.it

L'elenco degli argomenti proposti a livello internazionale può essere consultata su http://worldiaday.org/news/1-theme-14-topics-announced-for-wiad-2012 (in inglese) e su http://worldiaday.it (in italiano).