Dimmi dove sono andato, ma dillo solo a me

Da qualche giorno abbiamo scoperto che Apple registra i nostri movimenti. Ovviamente non ci fa spiare da un satellite, si è limitata ad inserire in iPhone e iPad 3g una applicazione che registra i nostri spostamenti e salva i dati in un file (non criptato) sul nostro device.

Non lo fa con gran precisione a dire il vero (non usa il gps interno ma triangola i dati delle celle telefoniche degli operatori di telefonia) ma lo fa. Lo fa senza dircelo, è ciò ha provocato - giustamente, aggiungo io - uno scandalo in rete. Personalmente, pur condividendo la potenziale violazione della privacy (il file non è accessibile dall'esterno, così dice Apple, ma è facilmente scaricabile ad esempio durante un intervento di assistenza) la cosa che mi infastidisce di più è la mancanza di una applicazione integrata per leggere i miei dati.

Già, perché a me farebbe un gran comodo poter registrare i miei spostamenti e periodicamente poterli visualizzare. Potrei scoprire che faccio più strada del necessario per raggiungere le mie destinazioni abituali, potrei organizzarmi meglio e fare lungo il percorso delle tappe funzionali ad altre attività (dalla lavanderia alla spesa, dai passaggi in libreria all'aperitivo con gli amici...). Potrei anche decidere di condividere di mia spontanea volontà ed in modo selettivo queste informazioni con amici, collaboratori, la mia famiglia. Per uno come me che "lotta" quotidianamente contro il tempo, sarebbe di grandissimo aiuto, una vera manna.

E invece, Apple registra i mie spostamenti sul mio iPad ma non mi dice niente, ha messo dentro il mio tablet una funzionalità potenzialmente utilissima e non mi dice nulla. Devo aspettare che qualche benemerito smanettone lo scopra.

Si sono dissolte le nuvole



Oggi, 21 aprile, pare ci siano stati problemi seri per AWS (i servizi cloud di Amazon) a causa di una interruzione di connettività.

La conseguenza di questo disservizio è stata la "caduta" di molti siti e servizi web che fanno uso di AWS. Questo genere di problemi, oggi è toccato ad Amazon, ma negli ultimi mesi ad altri colossi come Google, sono segnali che nell'IT nessun rischio è riducibile a zero.

In un servizio web, passare da un uptime di 99,5 a 99,6 - solo un decimo percentuale - comporta sforzi progettuali ed investimenti tutt'altro che trascurabili. Nessuna intenzione di fare del terrorismo, ovviamente. Nel cloud (che utilizziamo da tempo) ci sono possibilità di sviluppo imponenti. Bene però ricordarsi che nessun servizio può garantire un uptime del 100%, nemmeno tra le nuvole.

Il design non è un problema estetico, anche in bagno

Andate al MAXXI a Roma, visitate i bellissimi spazi e poi andate a prendere un caffè nella caffetteria appena inaugurata. Dopo il caffè andate a rinfrescarvi, diciamo così, nel bagno della caffetteria.

Troverete un esempio di cosa non è il design, almeno secondo noi. Troverete una maniglia bellissima da vedere ma talmente spigolosa dal risultare quasi tagliente ed un paletto altrettanto spigoloso, tanto da essere quasi doloroso quando lo si apre e chiude. Per non parlare della forza che serve per girarlo: troppa, tanto per un bambino con mani piccole che per un aziano con mani non più forti.

 

Non credo sia stata Zaha Hadid a scegliere le maniglie dei bagni, credo però - e voglio sperare - che se si trovasse ad andare in bagno al MAXXI farebbe osservazioni simili alle mie.